singer & song writer


Voxas


 

http://itunes.apple.com/it/album/voxas-grano-e-lalba-feat./id522162257?ls=1

E' possibile richiedere il cd VoXaS inviando una mail a Lucina Lanzara. Oppure acquistare le tracce scaricandole da ITunes.

 

MUSICISTI

Lucina Lanzara, voce

Stefano D'Anna, sax

Marko Bonarius, contrabasso

Rosario Punzo, percussioni

Maurizio Spicuzza, voce recitante

Fabrizio Altavilla, flauto dolce

 

TITOLI

Il Canto dell'Alba

Il grano al vento

L'abbraccio della Terra

Confusi Confini 

Voluttuoso

Non potho reposar

Dea trasparente (musica di Paolo Damiani)

La ballata della mietitura (testo di Nonuccio Anselmo)

Il dolore del grano falciato

Terra Madre Medea

Viene Giorno

Il ritorno all'Energia del Mondo

 

 

di Gigi Razete

“VoXas” al cuore delle emozioni, Balarm magazine ottobre 2008.

Non è una cantante Lucina Lanzara, non nel modo usuale. La sua voce è di quelle che sanno dimenticare le pur notevoli doti di estensione, flessibilità e bellezza timbrica per abbandonarsi interamente all’intensità dell’interpretazione, al potere evocativo delle storie raccontate. Già coi precedenti “De mare” (edito da Rai Trade) e “Il canto del sole”, progetti che l’hanno segnalata all’attenzione nazionale, la vocalist romana (ma cresciuta a Genova e ormai da anni stabilitasi a Palermo) aveva espresso grande temperamento, mostrando di appartenere a quella assai ristretta schiera di artisti per i quali la modulazione della voce, piuttosto che scintillante ed ostentato esercizio di virtuosismo, è soprattutto strumento privilegiato per giungere al cuore delle emozioni. In “VoXas – Il Grano e l’Alba” va ancor più oltre ed alle suggestioni visive con cui sa dare immagine, forma e colore ai paesaggi emotivi narrati aggiunge adesso anche la capacità di suscitare molte altre sensazioni fisiche, perfino termiche ed olfattive, tutte di sorprendente vivezza. C’è, in “VoXas”, un affresco assolato, quieto e drammatico ad un tempo, che richiama le millenarie distese della Magna Grecia, come fossero riprese in un lungo ed aereo piano-sequenza; c’è l’innocenza pagana e naturalistica di amori che congiungono umano e divino; c’è il respiro caldo e avvolgente di una sensualità panica; c’è l’odore del grano falciato di fresco e dei covoni lasciati al sole; c’è il brivido leggero che preannuncia il cedere del giorno all’incalzare delle tenebre. E’ storia semplice ma densa di metafore quella narrata in “VoXas”: l’alba sorge dalla notte, si affaccia trepida sul mondo, si innamora di un campo di grano e consuma quella passione, che è di amore ma anche di morte (la mietitura), nel breve spazio che le è concesso dall’irrompere del sole, dal luccichio impietoso delle falci, dal sudore ansante dei contadini e dalle altre albe che verranno dopo di lei. Nel disco, edito da Nota Preziosa, a dare suono alle immagini ed alle suggestioni sensitive provvedono, con grande immedesimazione, il sax tenore di Stefano D’Anna (il campo di grano), il contrabbasso di Marko Bonarius (la Terra), le percussioni di Rosario Punzo e la voce narrante di Maurizio Spicuzza oltre, naturalmente, alla flessuosa vocalità di Lucina Lanzara (l’Alba). I tredici movimenti si snodano tra citazione contemporanea e canzone popolare, jazz e new age, lied ed elegia, candore e sensualità, teatro di parola e flusso libero di emozioni. Ma c’è, in “VoXas”, soprattutto lo spessore e la flessibilità di una scrittura che consente alle musiche (composte da Bonarius, D’Anna, Lanzara e, in un brano, Paolo Damiani) ed ai testi (di Lucina Lanzara e Nonuccio Anselmo) di offrire piani di lettura anche molto diversi da quelli fissati su disco, come è stato possibile cogliere dalla formazione, alquanto differente, esibitasi a febbraio all’Auditorium della Rai di Palermo, con il contrabbasso di Massimo Patti (la Terra), la chitarra ed i live electronics di Francesco Guaiana (il Grano), il violino elettrificato di Mario Bajardi (le Spighe e il Giorno), le percussioni di Michele Piccione, la voce recitante di Spicuzza e quella, meravigliosamente sospesa tra cielo e terra, di Lucina Lanzara. Una storia senza tempo e, per ciò stesso, attualissima.

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