singer & song writer


DICONO DI ME


Premio Musica e Poesia Versi di Luce Festival - Modica

04/04/2013 -

A Lucina Lanzara il Premio Musica e Poesia Versi di Luce Festival 2013 - con la seguente motivazione: "Perché le sue sperimentazioni vocali sono come un poema fantastico intrise di note che profumano di fior di loto..La sua voce è capace di toccare anche il grano...lo stesso grano che s'innamora dell'alba."

Simona Cannata di GabrIele per Versi Di Luce Festival

Premio Musica e Poesia - Versi di Luce Festival 2013

04/04/2013 -

A Lucina Lanzara il Premio Musica e Poesia Versi di Luce Festival 2013 - con la seguente motivazione: "Perché le sue sperimentazioni vocali sono come un poema fantastico intrise di note che profumano di fior di loto..La sua voce è capace di toccare anche il grano...lo stesso grano che s'innamora dell'alba."

Simona Cannata di GabrIele per Versi Di Luce Festival

Daniele Sorvillo su Canto e racconto De Andrè

2008 -

 

 “E' possibile per l'anima grande e fragile di Fabrizio De Andrè, la cui scomparsa prematura ha lasciato nel pubblico che lo ha amato un vuoto incolmabile, torni a vivere e far sentire la sua voce luminosa? Solo attraverso un incanto dei sensi questa speranza può concretizzarsi ed è proprio questa l'alchimia che è riuscita a realizzare Lucina Lanzara con il suo spettacolo Canto e racconto De Andrè

Rossella Puccio

2007 -

VoXaS:al cuore delle emozioni il nuovo progetto sperimentale di Lucina Lanzara fra jazz, wordl, new age e reading di Gigi Razete

ottobre 2008 - Balarm magazine 12

di GIGI RAZETE

“VoXas” al cuore delle emozioni
 
Non è una cantante Lucina Lanzara (nella foto), non nel modo usuale. La sua voce è di quelle che sanno dimenticare le pur notevoli doti di estensione, flessibilità e bellezza timbrica per abbandonarsi interamente all’intensità dell’interpretazione, al potere evocativo delle storie raccontate. Già coi precedenti “De mare” (edito da Rai Trade) e “Il canto del sole”, progetti che l’hanno segnalata all’attenzione nazionale, la vocalist romana (ma cresciuta a Genova e ormai da anni stabilitasi a
Palermo) aveva espresso grande temperamento, mostrando di appartenere a quella assai ristretta schiera di artisti per i quali la modulazione della voce, piuttostoche scintillante ed ostentato esercizio di virtuosismo, è soprattutto strumento privilegiato per giungere al cuore delle emozioni. In “VoXas – Il Grano e l’Alba” va ancor più oltre ed alle suggestioni visive con cui sa dare
immagine, forma e colore ai paesaggi emotivi narrati aggiunge adesso anche la capacità di suscitare molte altre sensazioni fisiche, perfino termiche ed olfattive, tutte di sorprendente vivezza. C’è, in “VoXas”, un affresco assolato, quieto e drammatico ad un tempo, che richiama le millenarie distese della Magna Grecia, come fossero riprese in un lungo ed aereo piano-sequenza; c’è l’innocenza pagana e naturalistica di amori che congiungono umano e divino; c’è il respiro caldo e avvolgente di una sensualità panica; c’è l’odore del grano falciato di fresco e dei covoni lasciati al sole; c’è il brivido leggero che preannuncia il cedere del giorno all’incalzare delle tenebre. E’ storia semplice ma densa di metafore quella narrata in “VoXas”: l’alba sorge dalla notte, si affaccia trepida sul mondo, si innamora di un campo di grano e consuma quella passione, che è di amore ma anche di morte (la mietitura), nel breve spazio che le è concessodall’irrompere del sole, dal luccichio impietoso delle falci, dal sudore ansante dei contadini e dalle altre albe che verranno dopo di lei. Nel disco, edito da Nota Preziosa, a dare suono alle immagini ed alle suggestioni sensitive provvedono, con grande immedesimazione, il sax tenore di Stefano D’Anna (il campo di grano), il contrabbassodi Marko Bonarius (la Terra), le percussioni di Rosario Punzo e la voce narrante di Maurizio Spicuzza oltre, naturalmente, alla flessuosa vocalità di Lucina Lanzara (l’Alba). I tredici movimenti si snodano tra citazione contemporanea e canzone popolare, jazz e new age, lied ed elegia, candore e sensualità, teatro di parola e flusso libero di emozioni. Ma c’è, in “VoXas”, soprattutto lo spessore e la flessibilità di una scrittura che consente alle musiche (composte da Bonarius, D’Anna, Lanzara e,in un brano, Paolo Damiani) ed ai testi (di Lucina Lanzara e Nonuccio Anselmo) di offrire piani di lettura anche molto diversi da quelli fissati su disco, come è stato possibile cogliere dalla formazione, alquanto differente, esibitasia febbraio all’Auditorium della Rai di Palermo, con il contrabbasso di Massimo Patti (la Terra), la chitarra ed i live electronics di Francesco Guaiana (il Grano), il violino elettrificato di Mario Bajardi (le Spighe e il Giorno), le percussioni di Michele Piccione, la voce recitante di Spicuzza e quella, meravigliosamente sospesa tra cielo e terra, di Lucina Lanzara. Una storia senza tempo e, perciò stesso, attualissima. 

VoXaS

02/02/2008 - web fanzine Musicaoltranza - di Simona Cannata

Ascoltando la voce viziosa di Lucina Lanzara ho come il presentimento di sentirmi addosso “L’ABBRACCIO DELLA TERRA” reso come destinatario e contesto in tutti i brani. Il “CANTO DELL’ALBA” colpisce soprattutto per la gestualità vocale e i suoni fortemente ricercati e poi concretizzati nella voce recitante di Maurizio Spicuzza e l’alta raffinatezza del sax di Stefano D’Anna. Una continua rappresentazione teatrale invade ogni brano, ogni strumento musicale insegue il proprio “destino” con le varie percussions(Rosario Punzo) e contrabbasso(Marko Bonarius) che imprigionano “IL DOLORE DEL GRANO FALCIATO”, lasciando poco spazio ai virtuosismi. Credo uno dei brani migliori dell’album. Il suono potente per la parola cantata coinvolge all’ascolto piu’ innovativo per questo genere sperimentale delicato d’autore, ma anche new age con un ritorno alle tradizioni in cui da “VIENE GIORNO” prende forma il suono di Aulos, creando quella poesia “a recitativo”. Voxas è musica vera, “LA STORIA DI UN’ALBA CHE S’INNAMORA DI UN CAMPO DI GRANO” e aggiungo un senso musicale io: “volevo solo mandarti un bacio dall’alba tanto non può toccarti”.

 
 
 

Musicaoltranza.net di Simona Cannata sul disco VoXaS

2008 - web fanzine musicaoltranza.net

Ascoltando la voce viziosa di Lucina Lanzara ho come il presentimento di sentirmi addosso “L’ABBRACCIO DELLA TERRA” reso come destinatario e contesto in tutti i brani.

Il “CANTO DELL’ALBA” colpisce soprattutto per la gestualità vocale e i suoni fortemente ricercati e poi concretizzati nella voce recitante di Maurizio Spicuzza e l’alta raffinatezza del sax di Stefano D’Anna. Una continua rappresentazione teatrale invade ogni brano, ogni strumento musicale insegue il proprio “destino” con le varie percussions(Rosario Punzo) e contrabbasso(Marko Bonarius) che imprigionano “IL DOLORE DEL GRANO FALCIATO”, lasciando poco spazio ai virtuosismi. Credo uno dei brani migliori dell’album.

Il suono potente per la parola cantata coinvolge all’ascolto piu’ innovativo per questo genere sperimentale delicato d’autore, ma anche new age con un ritorno alle tradizioni in cui da “VIENE GIORNO” prende forma il suono di Aulos, creando quella poesia “a recitativo”.

Voxas è musica vera, “LA STORIA DI UN’ALBA CHE S’INNAMORA DI UN CAMPO DI GRANO” e aggiungo un senso musicale io: “volevo solo mandarti un bacio dall’alba tanto non può toccarti”.

17/01/2006 Il compositore Marco Betta per DE MARE

-

Lucina Lanzara mantiene la promessa iniziata con "Il canto del sole" e disegna  in "De mare" un nuovo luminoso percorso musicale sospeso tra natura e suono.  La sua musica colpisce immediatamente, entra nella mente con semplicità e profondità, ancora una volta Lucina con coraggio affronta il problema della scrittura e crea un poema musicale moderno,
un viaggio sonoro del nostro tempo, tra le pieghe dei testi e della musica scorgiamo una strada attraverso la quale arrivare alla luce del mare. Marco Betta

Rai International, Antonella Sciocchetti

17 Gennaio 2005 -

Non e’ facile scrivere della luce…luce e va guardata. Non e’ facile scrivere di pace, c’e’ e va goduta, rispettata. Non e’ facile scrivere del sole: brilla alto e va lasciato libero di scaldarci. Non e’ facile scrivere del canto di Lucina: va a s c o l t a t o nella Luce nella Pace nel Sole che incarna con dolcezza infinita di mamma e di sposa. Principessa di valori altissimi tradotti in note altissime in versi ambrati, ‘paste reali’ e regali di una Palermo mai amata abbastanza. Lucina Lanzara: un Mediterraneo che sa di antico e, tuttavia, spinge vibranti onde sonore verso il cuore musicale del futuro.

Taccuino Italizano, Radio Rai Intewrnational, Antonella Sciocchetti

Il Canto del Sole è l'Inno del Mediterraneo!!

-

"Abbiamo scelto il Canto del Sole di Lucina Lanzara quale inno del Mediterraneo. Un canto, un motivo, una voce che esprimono la grandezza, la complessità, la varietà, l’unità e il fascino unico del Mediterraneo. Il Mediterraneo, la culla e l’incontro di storia, culture, religioni."    L'Ass. Amicizia Fra i popoli      visita www.amiciziafraipopoli.org

Beppe Frattaroli, arrangiatore, compositore, ..

-

"Ho ascoltato il tuo cd è la cosa che in assoluto mi ha colpito è la tua voce e la poliedricità della stessa sia a livello estensivo che a livello espressivo.... davvero complimenti !!! Il disco nel suo intero mi da la sensazione di un viaggio caratterizzato dal costante tentativo di raggiungere una LIBERTA' totale. Il canto del sole" è un cammino alla pari di due forze parallele ento le quali Lucina Lanzara cerca costantemente il suo equilibrio. Quando i sensi e lo spirito si incontrano nella verità, l'essere umano probabilmente ha raggiunto la sua completezza !! www.beppefrattaroli.it

IL CANTO SPOSA IL MOVIMENTO. AL BIONDO I SUONI DELLA PACE

10/12/2004 - Giornale di Sicilia

Lo spettacolo di Lucina Lanzara promosso dalla Provincia.IL CANTO SPOSA IL MOVIMENTO. AL BIONDO I SUONI DELLA PACE. "Tecnica vocale integrata all'espressività del corpo. Canto e movimento che diventano una sola cosa, secondo un metodo nato nel Nord Europa e che Lucina Lanzara ha studiato e poi rielaborato. (...)

Telegramma del Presidente della Repubblica

07/12/04 -

In occasione dello spettacolo "Il Canto del Sole" di beneficienza per il Progetto Farah-UNICEF", il Presidente della Repubblica esprime vivo apprezzamento per questa inizativa che nella musica dà concretezza ai valori della solidarietà. Il confronto ed il dialogo devono essere gli strumenti per realizzare il progetto di convivenza civile tra i popoli fondato sulla pace e sulla libertà. Con questo sentimenti il Capo dello Stato invia agli organizzatori, agli artisti e a tutti i presenti un saluto cordiale.

Recensione del Pianista di fama Internazionale G. La Licata

10/03/2005 - Giuseppe La Licata

 "Lucina Lanzara con l'impostazione drammatica ma mai urlata della sua voce, unitamente ad una intelligente scelta strumentale, rilancia i valori e le tradizioni etniche e mediterranee sviluppandole in maniera moderna e superando l'alveo in cui nascono". 10/03/05

Repubblica, 10 aprile 2003

-

"(...) Inedito il concerto di Lucina LANZARA ALLA CHIESA DI SAN SAVERIOIN UNA FORMULA ASSOLUTAMENTE ORIGINALE: VOCE E PERCUSSIONI. Una voce che si confonde ora con un sassofono, ora con violino non ha mancato di emozionarci, stupirci, coglierci in flagrante (...)"

Radio RAI International

-

not available

RADIO Tre

-

" ...svetta alta, sfiorando cime inaspettate, dall'etnica alla tradizione, dalla sperimenatzione all'orientale.. "

RADIO Uno

-

Michael Pergolani dai microfoni di Demo: "voce dalle rare capacità poetiche ed interpretative"

IL CANTO DEL SOLE (di Marco Betta - compositore)

2004 -

“Il Canto del Sole – un Concerto per la Pace” di Lucina Lanzara è un poema musicale alla ricerca dei valori dell’esistenza e della vita. La sua musica riesce a schiudere nuovi orizzonti in una dimensione senza tempo, con straordinaria eleganza ci conduce verso mete inaspettate, e ci lascia sperare che si possa intravedere nascosto dentro il linguaggio della musica il profilo di un mondo migliore. Marco Betta

P. Cosimo Scordato (compositore)

2003 - P.Cosimo Scrodato (compositore)

Salutiamo con compiacimento il Canto del sole prodotto con tanta passione e voglia di esserci, frutto di una profonda collaborazione tra un’autrice (Lucina Lanzara), spiazzante per la sua spontanea primordialità e gli accompagnatori /arrangiatori che hanno saputo costruire un’atmosfera sognante e sospesa. Ciò che colpisce di primo acchito è che, pur su una base strumentale-ritmica sapientemente costruita, la voce si fa strumento essa stessa, non perché gli strumenti non abbiano il loro timbro (ce l’hanno e come ce l’hanno i tamburi e le imprimiture elettroniche che fanno da contrappunto in una sorta di “basso continuo”!); né perché la parola diventi secondaria (tutt’altro, essa ricerca l’essenzialità della percezione originaria); piuttosto perché quello che si vuole dire è in qualche modo indicibile e allora la voce viene piegata per dire e per non dire, per evocare tutto ciò di cui è impastata l’esistenza umana: eventi gaudiosi ed eventi dolorosi; gli uni e gli altri per quanto possano essere raccontati mantengono qualcosa che supera la denotazione e la connotazione del linguaggio verbale. Così, da un lato la voce si fa canto, ma non meno modulazione pura e avvolgente che si lascia sorprendere dalla gioia della maternità nella Ninna nanna, dall’innocenza del bimbo nell’Invocazione degli angeli, dal dono dell’acqua e della vita alla luce del sole; dall’altro lato la voce si fa lamento viscerale o grido straziante dinanzi alla tragedia della guerra in Bomba e in La fuga, dinanzi alla disarmante esperienza della morte in Dolore di una vedova; o ancora, modulazione di speranza ne Le chant de l’Eau, in Principe Leggero, Dune; ed infine, ricerca ed invocazione di purificazione. L’opera, al di là della sua apparente frammentarietà, compone bene ritmica strumentale, arrangiamento e vibrazioni sonore in un ideale continuum nel quale vengono tessuti insieme percezione personale e dramma cosmico; e l’una e l’altro risuonano a vicenda in una estensione vocale che tira le corde al limite della spasmodica acutezza o al registro basso vellutato della nostalgia delle origini: nell’attesa che amore abiti la terra e la riplasmi nuova. P. Cosimo Scordato (compositore)

“il Canto del Sole per continuare a sperare”

8 giugno 2011 - Balarm.it

Scritto dalla cantautrice Lucina Lanzara, Il "Canto del Sole" è uno spettacolo interculturale, con suggestivi giochi di luci, al di là dei normali schemi musicali. Voce, percussioni ed atmosfere oniriche in un concerto per la Pace rappresentato per la Provincia Regionale di Palermo ad Alia, martedì 30 dicembre nel Cortile Sant’Elia prospiciente la Chiesa Madre (ore 21.30, ingresso libero). Protagonisti saranno la cantante Lucina Lanzara, il percussionista Salvo Compagno e Massimo Sigillò Massara come seconda voce, per raccontare il mondo attuale, vessato dalle recenti vicende belliche, così come visto dalla prospettiva del Sole, il quale, in una allegorica personificazione, si sorprende esso stesso della follia umana e dell’avvicendarsi dei tristi eventi. Scritto a margine dello scoppio della guerra in Iraq, lo spettacolo musicale si apre proprio con il "Canto del Sole" che inneggia alla preziosità delle piccole cose della vita, spesso date per scontate nella loro normale quotidianità, ma senza le quali non riusciremmo a vivere. articolo integrale riportato sul sito www.balarm.it

Così cambia la musica in onore di Dio

giovedì 30 dicembre 2010 - L'Unità download download