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TESTI


Il Riccio di Furio

 

Il riccio di Furio

(testo e musica: Lucina Lanzara – repert. SIAE n°052740022 dell’11.10.2005)

 Tirava Maestrale da Piazza Cavour 

quando arrivò alla bottega segreta

Terra, Acqua, Fuoco:

Genio travestito da Gioco.

 

“Cerco qualcosa davvero speciale,

devo portare un pensiero augurale”.

“Le mostrerò un riccio di mare”.

Lei non riusciva ad immaginare.

 Scesero lunga una scala a pioli,

rifugio celato di ceramiche a riposo.

Si destreggiava fra fusi e vasi

Fiero, Furio, del suo sguardo risvegliava,

dallo scaffale trasse le sue gesta...!

 

          Lo girava fra le dita continuava a dire

“E’ un animaletto guarda come vive!!”

          Lo girava fra le dita continuava a dire

“E’ un animaletto guarda come vive, è un animaletto guarda come vive!”

          Indicava , coccolava, carezzava, 

danza di colore e forma: ode alla Vita!

Indicava , coccolava, carezzava, 

danza di colore e forma: ode alla Vita!

 

Improvvisa consapevolezza…

Tu senti l’umore, il tremore

del fondo al mare,

del riccio

il ricordo sul fondo al mare!

 

“Stai con lui e capirai Raku,    

nipponica è l’arte che l’ha incantato,

catapultato nel fondo del mare, 

Aria, Carbonio Trucioli e Rame

Aria, Carbonio Trucioli e Rame”   

 

Tirava Maestrale da Piazza Cavour

quando lasciò la bottega segreta

vibrante del mistero del riccio di Furio 

dentro sentiva il canto del mare

dentro sentiva il canto del mare.

 

Tu senti l’umore, il tremore

del fondo del mare,

del riccio

il ricordo sul fondo al mare

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