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  VoXaS secondo Gigi Razete
Il nuovo progetto sperimentale
di Lucina Lanzara fra musica
jazz, world, new age e reading
balarm magazine 12
di GIGI RAZETE
“VoXas” al cuore
delle emozioni
Non è una cantante Lucina Lanzara (nella foto), non
nel modo usuale. La sua voce è di quelle che sanno
dimenticare le pur notevoli doti di estensione, flessibilità
e bellezza timbrica per abbandonarsi interamente
all’intensità dell’interpretazione, al potere evocativo delle
storie raccontate. Già coi precedenti “De mare” (edito
da Rai Trade) e “Il canto del sole”, progetti che l’hanno
segnalata all’attenzione nazionale, la vocalist romana
(ma cresciuta a Genova e ormai da anni stabilitasi a
Palermo) aveva espresso grande temperamento,
mostrando di appartenere a quella assai ristretta schiera
di artisti per i quali la modulazione della voce, piuttosto
che scintillante ed ostentato esercizio di virtuosismo,
è soprattutto strumento privilegiato per giungere al
cuore delle emozioni. In “VoXas – Il Grano e l’Alba” va
ancor più oltre ed alle suggestioni visive con cui sa dare
immagine, forma e colore ai paesaggi emotivi narrati
aggiunge adesso anche la capacità di suscitare molte
altre sensazioni fisiche, perfino termiche ed olfattive,
tutte di sorprendente vivezza. C’è, in “VoXas”, un affresco
assolato, quieto e drammatico ad un tempo, che
richiama le millenarie distese della Magna Grecia, come
fossero riprese in un lungo ed aereo piano-sequenza; c’è
l’innocenza pagana e naturalistica di amori che congiungono
umano e divino; c’è il respiro caldo e avvolgente di
una sensualità panica; c’è l’odore del grano falciato di
fresco e dei covoni lasciati al sole; c’è il brivido leggero
che preannuncia il cedere del giorno all’incalzare delle
tenebre. E’ storia semplice ma densa di metafore quella
narrata in “VoXas”: l’alba sorge dalla notte, si affaccia
trepida sul mondo, si innamora di un campo di grano e
consuma quella passione, che è di amore ma anche di
morte (la mietitura), nel breve spazio che le è concesso
dall’irrompere del sole, dal luccichio impietoso delle falci,
dal sudore ansante dei contadini e dalle altre albe che
verranno dopo di lei. Nel disco, edito da Nota Preziosa, a
dare suono alle immagini ed alle suggestioni sensitive
provvedono, con grande immedesimazione, il sax tenore
di Stefano D’Anna (il campo di grano), il contrabbasso
di Marko Bonarius (la Terra), le percussioni di Rosario
Punzo e la voce narrante di Maurizio Spicuzza oltre,
naturalmente, alla flessuosa vocalità di Lucina Lanzara
(l’Alba). I tredici movimenti si snodano tra citazione contemporanea
e canzone popolare, jazz e new age, lied ed
elegia, candore e sensualità, teatro di parola e flusso
libero di emozioni. Ma c’è, in “VoXas”, soprattutto lo
spessore e la flessibilità di una scrittura che consente
alle musiche (composte da Bonarius, D’Anna, Lanzara e,
in un brano, Paolo Damiani) ed ai testi (di Lucina Lanzara
e Nonuccio Anselmo) di offrire piani di lettura anche
molto diversi da quelli fissati su disco, come è stato possibile
cogliere dalla formazione, alquanto differente, esibitasi
a febbraio all’Auditorium della Rai di Palermo, con
il contrabbasso di Massimo Patti (la Terra), la chitarra ed
i live electronics di Francesco Guaiana (il Grano), il violino
elettrificato di Mario Bajardi (le Spighe e il Giorno), le
percussioni di Michele Piccione, la voce recitante di
Spicuzza e quella, meravigliosamente sospesa tra cielo e
terra, di Lucina Lanzara. Una storia senza tempo e, per
ciò stesso, attualissima.
 
Aprile, 2008
 
 

 

solo qualche nota che ci è piaciuta su LUCINA LANZARA

 
 
web fanzine Musicaoltranza -  di Simona Cannata
VoXaS
02/02/2008
 
Ascoltando la voce viziosa di Lucina Lanzara ho come il presentimento di sentirmi addosso “L’ABBRACCIO DELLA TERRA” reso come destinatario e contesto in tutti i brani.
 Il “CANTO DELL’ALBA” colpisce soprattutto per la gestualità vocale e i suoni fortemente ricercati e poi concretizzati nella voce recitante di Maurizio Spicuzza e l’alta raffinatezza del sax di Stefano D’Anna. Una continua rappresentazione teatrale invade ogni brano, ogni strumento musicale insegue il proprio “destino” con le varie percussions(Rosario Punzo) e contrabbasso(Marko Bonarius) che imprigionano “IL DOLORE DEL GRANO FALCIATO”, lasciando poco spazio ai virtuosismi. Credo uno dei brani migliori dell’album.
 Il suono potente per la parola cantata coinvolge all’ascolto piu’ innovativo per questo genere sperimentale delicato d’autore, ma anche new age con un ritorno alle tradizioni in cui da “VIENE GIORNO” prende forma il suono di Aulos, creando quella poesia “a recitativo”.
 Voxas è musica vera, “LA STORIA DI UN’ALBA CHE S’INNAMORA DI UN CAMPO DI GRANO” e aggiungo un senso musicale io: “volevo solo mandarti un bacio dall’alba tanto non può toccarti”.
 
 
Web fanzine “BAZAR”  bazarweb
Lucina Lanzara
De Mare, Aprile 2007
Rai Trade
Vapori mediterranei enfatizzati da una voce fuori dal comune. Il nuovo disco di Lucina Zanzara è una promessa mantenuta. Perché tutto quello che il titolo, De Mare, lascia presagire, si avvera nota dopo nota in questo lavoro dedicato al mare e a ciò che metaforicamente esso rappresenta: l’incostanza e la forza delle passioni umane. Un attenta ricerca nei testi, con parole che soffiano sulle vele gonfiate dal vento, si impennano tirate dal maestrale per poi perdersi in alto mare bagnate di pianto e sudore e piacere… Un lavoro sofisticato e accurato, impreziosito dalla fisarmonica di Maurizio Curcio ed energizzato dalle percussioni di Rosario Punzo. Una curiosità: il brano “Un raggio sulla Stiva” è anche stato incluso nella compilation del cartellone internazionale Kalsart Maree del Comune di Palermo, aperto dai Madredeus.

Il Direttore RAI Dott. Cusimano sul Concerto CANTO E RACCONTO DE ANDRè

 
la recensione di Daniele Servillo su CANTO E RACCONTO DE ANDRè
CANTO E RACCONTO DE ANDRÈ

di Daniele Sorvillo (Palermo 24h)

E' possibile per l'anima grande e fragile di Fabrizio De Andrè, la cui scomparsa prematura ha lasciato nel pubblico che lo ha amato un vuoto incolmabile, tornare a vivere e far sentire la sua voce luminosa? Solo attraverso un incanto dei sensi questa speranza può concretizzarsi ed è proprio questa l'alchimia che è riuscita a realizzare Lucina Lanzara con il suo spettacolo Canto e racconto De Andrè, andato in scena, con buon successo di pubblico, giovedì 10 e venerdì 11 aprile in uno dei luoghi che ormai rappresenta, per gli amanti del teatro di alta qualità, un assoluto punto di riferimento, il Nuovo Montevergini.

Scritto dalla stessa Lanzara in collaborazione con il battentista Davide Polizzotto ed il flautista Benedetto Basile, che hanno curato gli arrangiamenti musicali, quello a cui il pubblico palermitano ha potuto assistere è stato uno spettacolo che ha recuperato e a volte brillantemente rielaborato i brani più famosi del grandissimo Faber, tracciando la storia che li ha fatti vivere in uno stile, ormai tipico alla cantautrice, che ha unito recitazione e musica.

In particolare, Davide Polizzotto, uno dei più affermati suonatori di battente, ha fatto vibrare, sul palco, le coinvolgenti sonorità della chitarra battente, antichissimo e affascinante strumento del Sud Italia, nato nel ‘600 come accompagnamento per tarantelle (ed infatti ne sono presenti due durante lo spettacolo), che monta corde di clavicembalo, mentre Benedetto Basile, flautista dotato di un virtuosismo geniale, ha ricreato atmosfere venate di striature medievali, jazz e orientali, in un melange unico.

A completare la formazione, la chitarra classica di Tony Landolina (ironica voce anche di alcuni brani), il contrabbasso di Lelio Giannetto, uno dei capostipiti, di levatura internazionale, della musica contemporanea e dell'improvvisazione radicale; infine, guest star dello spettacolo, Marcello Mandreucci, che ha interpreto con impareggiabile maestria i brani conclusivi di questo prezioso concerto.

Ma vera protagonista dello spettacolo è stata la voce "magica" di Lucina Lanzara, capace di fondere insieme le più diverse sfumature di suono, roca e cristallina nel medesimo tempo, ironica e intensa, originale e spiazzante ma anche estremamente rigorosa e fedele, nell'inevitabile alterità, a quella del suo ispiratore De Andrè, una voce che ha certamente lasciato un segno nella memoria in ogni singolo spettatore.

Per chi ancora non la conoscesse bene, Lucina Lanzara è una cantautrice dall'anima sperimentatrice, esponente del genere musicale che essa definisce contemporaneo sperimentale mediterraneo. Nonostante la giovane età, ha già al suo attivo 3 dischi, di cui 2 editi da RAI Trade, oltre che spettacoli musico-teatrali, cortometraggi, musical. Essenziale, nel suo stile peculiare, l'uso della voce e la continua ricerca nella contaminazione di generi.

Incontrata pochi istanti prima dell'inizio dello spettacolo, così ci ha descritto questa suo creatura: "'Canto e racconto De Andrè' nasce dallo sforzo, da parte di una discepola innamorata, di raccontare, di rivivere, in chiave mediterranea, le più belle canzoni del poeta genovese. Del suo repertorio, ho scelto i brani irrinunciabili, i più significativi per descrivere al meglio, nel breve spazio di questo viaggio teatrale, la sua poetica. Certo, sono consapevole del rischio e della sfida a cui vado incontro, ma il pubblico ha sempre dimostrato affetto e calore. Alla fine dello spettacolo è come se l'alea di Fabrizio De Andrè scendesse su tutti coloro che vivono questa esperienza, ed è quello che accade a me ogni volta che interpreto i suoi testi.

Quella che sento nei suoi confronti è una affinità elettiva: ci unisce un percorso artistico di ricerca, in cui la mia originalità consiste nel proporre la matrice mediterranea, che è popolare solo in parte, rinascimentale e barocca, intrisa della varie dominazioni che la Sicilia ha vissuto, del mio stile musicale. Nella parte recitata dello spettacolo, invece, cerco di soddisfare la curiosità del pubblico su De Andrè, descrivendo stralci della sua vita, aneddoti e "monellerie" dell'anarchico genovese. Per esempio, presento la versione originale di ‘Città vecchia', uno dei testi, fra i tanti di De Andrè, che fu oggetto di censura da parte di alcuni benpensanti che egli si divertiva a scandalizzare
".
 
 

Il Compositore Marco Betta per  il disco DE MARE, 17 Gennaio 2006

Lucina Lanzara mantiene la promessa iniziata con "Il canto del sole" e disegna
in "De mare" un nuovo luminoso percorso musicale sospeso tra natura e suono.
La sua musica colpisce immediatamente, entra nella mente con semplicità e profondità,
ancora una volta Lucina con coraggio affronta il problema della scrittura e crea un poema musicale moderno, un viaggio sonoro del nostro tempo, tra le pieghe dei testi e della musica
scorgiamo una strada attraverso la quale arrivare alla luce del mare.

RADIO Uno, 7 Gennaio 2005
Michael Pergolani dai microfoni di Demo: "voce dalle rare capacità poetiche ed interpretative"
 
Repubblica, 10 aprile 2003
"(...) Inedito il concerto di Lucina LANZARA ALLA CHIESA DI SAN SAVERIOIN UNA FORMULA ASSOLUTAMENTE ORIGINALE: VOCE E PERCUSSIONI. Una voce che si confonde ora con un sassofono, ora con violino non ha mancato di emozionarci, stupirci, coglierci in flagrante (...)"
 
RADIO Tre, 21 settembre 2004
" ...svetta alta, sfiorando cime inaspettate, dall'etnica alla tradizione, dalla sperimentazione all'orientale.."
 
Servizio del TG3 RAI dell’01.04.04
Il Sole guarda gli uomini e li esorta a cogliere ogni giorno, ogni attimo la preziosità delle cose della vita che sembrano normali, come Aria, Acqua  e Amore, ma senza le quali non potremmo vivere.
“Il Canto del Sole”  ieri sera e l’altro ieri 30 e 31 marzo  di scena al  Teatrino Ditirammu di Palermo nell’ambito della rassegna SIPARIOKALSA organizzata da Vito Parrinello e Rosa Mistretta: si è riempito dei suoni della Luce d Lucina Lanzara. Una voce per il Sole, che fluttua fra le corde del violino e le sonorità di un sassofono, cogliendo il pubblico nel vivo dei sentimenti più genuini. Lo spettatore viene reso partecipe di un percorso fra la vita e la morte, di Guerra e Pace. Lo spettacolo spazia fra le armonie jazz e la suggestione della musica antica, rinvigorito da un sapore mediterraneo ed orientale che lo rendono unico nel genere.  Lucina Lanzara, già ospite di trasmissioni di rilievo nazionale, fra cui UNOMATTINA, si è specializzata in Norvegia con la maestra Kjerstin nella “tecnica vocale integrata al corpo” ; ha  al suo attivo altre opere, fra cui “De Mare – Il Viaggio di Aliante” che verrà presentato in una raccolta  a fine anno.
 

SARA CAPPELLO, cantante di musica popolare , 31 luglio 2005

Alta, regale, mistica, inconsueta, sensuale, materna, intrigante: cosi’ mi e’ apparsa Lucina nel suo intenso spettacolo DE MARE allo Spasimo. Appassionata, sensibile, modesta, evocativa: questi gli aggettivi che le si appropriano. Non l’avevo mai ascoltata, ma sono rimasta incantata dalla sua voce, dai contenuti corposi ed intelligenti dei suoi testi, dai ritmi solari e dalle malinconie di alcuni arrangiamenti. Una serata di scoperte anche per aver fatto la conoscenza dei SEI OTTAVI, il gruppo di coro a cappella che ha elegantemente aperto il concerto. Brava Lucina, i SEI OTTAVI el’UFFICIO GRANDI EVENTI per l’ottima proposta.  SARA CAPPELLO
 
Telegramma del Presidente della Repubblica 07 dicembre 2004
In occasione dello spettacolo "Il Canto del Sole" di beneficienza per il Progetto Farah-UNICEF", il Presidente della Repubblica esprime vivo apprezzamento per questa inizativa che nella musica dà concretezza ai valori della solidarietà. Il confronto ed il dialogo devono essere gli strumenti per realizzare il progetto di convivenza civile tra i popoli fondato sulla pace e sulla libertà. Con questo sentimenti il Capo dello Stato invia agli organizzatori, agli artisti e a tutti i presenti un saluto cordiale.
 

Marco Betta (compositore e critico musicale), 15 dicembre 2004

“Il Canto del Sole – un Concerto per la Pace” di Lucina Lanzara è un poema musicale alla ricerca dei valori dell’esistenza e della vita. La sua musica riesce a schiudere nuovi orizzonti in una dimensione senza tempo, con straordinaria eleganza ci conduce verso mete inaspettate, e ci lascia sperare che si possa intravedere nascosto dentro il linguaggio della musica il profilo di un mondo migliore.

 

Giornale di Sicilia, 10 dicembre 2004 di Vicky Sorci

Lo spettacolo di Lucina Lanzara promosso dalla Provincia. IL CANTO SPOSA IL MOVIMENTO. AL teatro BIONDO I SUONI DELLA PACE. "Tecnica vocale integrata all'espressività del corpo. Canto e movimento che diventano una sola cosa, secondo un metodo nato nel Nord Europa e che Lucina Lanzara ha studiato e poi rielaborato. (...)
 
Recensione del Pianista di fama Internazionale G. La Licata
Il noto pianista di fama internazionale G. La Licata, complimentandosi per l'eccellente esecuzione e per il livello del disco, si esprime così: "Lucina Lanzara con l'impostazione drammatica ma mai urlata della sua voce, unitamente ad una intelligente scelta strumentale, rilancia i valori e le tradizioni etniche e mediterranee sviluppandole in maniera moderna e superando l'alveo in cui nascono". 10/03/05
 

Radio Rai International, Taccuino Italiano, Antonella Sciocchetti, 19 aprile 2005

Principessa di valori altissimi tradotti in note altissime, in versi ambrati, ‘paste reali’ e regali di una Palermo mai amata abbastanza. Lucina Lanzara: un Mediterraneo che sa di antico e, tuttavia, spinge vibranti onde sonore verso il cuore musicale del futuro.
 

Recensione di Beppe Frattaroli, compositore

"Il canto del sole" è un cammino alla pari di due forze parallele entro le quali Lucina Lanzara cerca costantemente il suo equilibrio. Quando i sensi e lo spirito si incontrano nella verità, l'essere umano probabilmente ha raggiunto la sua completezza !! Straordinaria in Lucina Lanzara la voce e la poliedricità della stessa sia a livello estensivo che a livello espressivo.... davvero complimenti !!!

 

Premio Recanati, 2001

“(…)  artista capace di pregevoli accostamenti sillabici che evocano atmosfere e sonorità”

 
Cosimo Scordato (compositore e critico musicale), Gennaio 2005
Salutiamo con compiacimento il Canto del sole prodotto con tanta passione e voglia di esserci, frutto di una profonda collaborazione tra un’autrice (Lucina Lanzara), spiazzante per la sua spontanea primordialità  e gli accompagnatori /arrangiatori che hanno saputo costruire un’atmosfera sognante e sospesa.  Ciò che colpisce di primo acchito è che, pur su una base strumentale-ritmica sapientemente costruita, la voce si fa strumento essa stessa, non perché gli strumenti non abbiano il loro timbro (ce l’hanno e come ce l’hanno i tamburi e le imprimiture elettroniche che fanno da contrappunto in una sorta di “basso continuo”!); né perché la parola diventi secondaria (tutt’altro, essa ricerca l’essenzialità della percezione originaria); piuttosto perché quello che si vuole dire è in qualche modo indicibile e allora la voce viene piegata per dire e per non dire, per evocare tutto ciò di cui è impastata l’esistenza umana: eventi gaudiosi ed eventi dolorosi; gli uni e gli altri per quanto possano essere raccontati mantengono qualcosa che supera la denotazione e la connotazione del linguaggio verbale.
Così, da un lato la voce si fa canto, ma non meno modulazione pura e avvolgente che si lascia sorprendere dalla gioia della maternità nella Ninna nanna, dall’innocenza del bimbo nell’Invocazione degli angeli, dal dono dell’acqua e della vita alla luce del sole; dall’altro lato la voce si fa lamento viscerale o grido straziante dinanzi alla tragedia della guerra in Bomba e in La fuga, dinanzi alla disarmante esperienza della morte in Dolore di una vedova; o ancora, modulazione di speranza ne Le chant de l’Eau, in Principe Leggero, Dune; ed infine, ricerca ed invocazione di purificazione.
L’opera, al di là della sua apparente frammentarietà, compone bene ritmica strumentale, arrangiamento e vibrazioni sonore in un ideale continuum nel quale vengono tessuti
insieme percezione personale e dramma cosmico; e l’una e l’altro risuonano a vicenda in una estensione vocale che tira le corde al limite della spasmodica acutezza o al registro basso vellutato della nostalgia delle origini: nell’attesa che amore abiti la terra e la riplasmi nuova.
 
  Musicaoltranze.net di Simona Cannata sul disco VoXaS
    

Ascoltando la voce viziosa di Lucina Lanzara ho come il presentimento di sentirmi addosso “L’ABBRACCIO DELLA TERRA” reso come destinatario e contesto in tutti i brani.

 

Il “CANTO DELL’ALBA” colpisce soprattutto per la gestualità vocale e i suoni fortemente ricercati e poi concretizzati nella voce recitante di Maurizio Spicuzza e l’alta raffinatezza del sax di Stefano D’Anna. Una continua rappresentazione teatrale invade ogni brano, ogni strumento musicale insegue il proprio “destino” con le varie percussions(Rosario Punzo) e contrabbasso(Marko Bonarius) che imprigionano “IL DOLORE DEL GRANO FALCIATO”, lasciando poco spazio ai virtuosismi. Credo uno dei brani migliori dell’album.

 

Il suono potente per la parola cantata coinvolge all’ascolto piu’ innovativo per questo genere sperimentale delicato d’autore, ma anche new age con un ritorno alle tradizioni in cui da “VIENE GIORNO” prende forma il suono di Aulos, creando quella poesia “a recitativo”.

 

Voxas è musica vera, “LA STORIA DI UN’ALBA CHE S’INNAMORA DI UN CAMPO DI GRANO” e aggiungo un senso musicale io: “volevo solo mandarti un bacio dall’alba tanto non può toccarti”.

 

 
  17/01/2006 Il compositore Marco Betta per DE MARE

Lucina Lanzara mantiene la promessa iniziata con "Il canto del sole" e disegna  in "De mare" un nuovo luminoso percorso musicale sospeso tra natura e suono.  La sua musica colpisce immediatamente, entra nella mente con semplicità e profondità, ancora una volta Lucina con coraggio affronta il problema della scrittura e crea un poema musicale moderno,
un viaggio sonoro del nostro tempo, tra le pieghe dei testi e della musica scorgiamo una strada attraverso la quale arrivare alla luce del mare. Marco Betta

 
  Rai International, Antonella Sciocchetti

Non e’ facile scrivere della luce…luce e va guardata. Non e’ facile scrivere di pace, c’e’ e va goduta, rispettata. Non e’ facile scrivere del sole: brilla alto e va lasciato libero di scaldarci. Non e’ facile scrivere del canto di Lucina: va a s c o l t a t o nella Luce nella Pace nel Sole che incarna con dolcezza infinita di mamma e di sposa. Principessa di valori altissimi tradotti in note altissime in versi ambrati, ‘paste reali’ e regali di una Palermo mai amata abbastanza. Lucina Lanzara: un Mediterraneo che sa di antico e, tuttavia, spinge vibranti onde sonore verso il cuore musicale del futuro.

Taccuino Italizano, Radio Rai Intewrnational, Antonella Sciocchetti 17 Gennaio 2005
 
  Il Canto del Sole è l'Inno del Mediterraneo!!
"Abbiamo scelto il Canto del Sole di Lucina Lanzara quale inno del Mediterraneo. Un canto, un motivo, una voce che esprimono la grandezza, la complessità, la varietà, l’unità e il fascino unico del Mediterraneo. Il Mediterraneo, la culla e l’incontro di storia, culture, religioni."    L'Ass. Amicizia Fra i popoli      visita www.amiciziafraipopoli.org
 
  Beppe Frattaroli, arrangiatore, compositore, ..
"Ho ascoltato il tuo cd è la cosa che in assoluto mi ha colpito è la tua voce e la poliedricità della stessa sia a livello estensivo che a livello espressivo.... davvero complimenti !!! Il disco nel suo intero mi da la sensazione di un viaggio caratterizzato dal costante tentativo di raggiungere una LIBERTA' totale. Il canto del sole" è un cammino alla pari di due forze parallele ento le quali Lucina Lanzara cerca costantemente il suo equilibrio. Quando i sensi e lo spirito si incontrano nella verità, l'essere umano probabilmente ha raggiunto la sua completezza !! www.beppefrattaroli.it
 
  Giornale di Sicilia, 10/12/04 f.to Vicky Sorci

GIORNALE DI SICILIA, 10 DEC 2004

Lo spettacolo di Lucina Lanzara promosso dalla Provincia.IL CANTO SPOSA IL MOVIMENTO. AL BIONDO I SUONI DELLA PACE. "Tecnica vocale integrata all'espressività del corpo. Canto e movimento che diventano una sola cosa, secondo un metodo nato nel Nord Europa e che Lucina Lanzara ha studiato e poi rielaborato. (...)
 
  07/12/04 Telegramma del Presidente della Repubblica
In occasione dello spettacolo "Il Canto del Sole" di beneficienza per il Progetto Farah-UNICEF", il Presidente della Repubblica esprime vivo apprezzamento per questa inizativa che nella musica dà concretezza ai valori della solidarietà. Il confronto ed il dialogo devono essere gli strumenti per realizzare il progetto di convivenza civile tra i popoli fondato sulla pace e sulla libertà. Con questo sentimenti il Capo dello Stato invia agli organizzatori, agli artisti e a tutti i presenti un saluto cordiale.
 
  Recensione del Pianista di fama Internazionale G. La Licata
Il noto pianista di fama internazionale G. La Licata, complimentandosi per l'eccellente esecuzione e per il livello del disco, si esprime così: "Lucina Lanzara con l'impostazione drammatica ma mai urlata della sua voce, unitamente ad una intelligente scelta strumentale, rilancia i valori e le tradizioni etniche e mediterranee sviluppandole in maniera moderna e superando l'alveo in cui nascono". 10/03/05
 
  Repubblica, 10 aprile 2003
"(...) Inedito il concerto di Lucina LANZARA ALLA CHIESA DI SAN SAVERIOIN UNA FORMULA ASSOLUTAMENTE ORIGINALE: VOCE E PERCUSSIONI. Una voce che si confonde ora con un sassofono, ora con violino non ha mancato di emozionarci, stupirci, coglierci in flagrante (...)"
 
  Radio RAI International
not available
 
  RADIO Tre
" ...svetta alta, sfiorando cime inaspettate, dall'etnica alla tradizione, dalla sperimenatzione all'orientale.. "
 
  RADIO Uno
Michael Pergolani dai microfoni di Demo: "voce dalle rare capacità poetiche ed interpretative"
 
  Marco Betta (compositore)
“Il Canto del Sole – un Concerto per la Pace” di Lucina Lanzara è un poema musicale alla ricerca dei valori dell’esistenza e della vita. La sua musica riesce a schiudere nuovi orizzonti in una dimensione senza tempo, con straordinaria eleganza ci conduce verso mete inaspettate, e ci lascia sperare che si possa intravedere nascosto dentro il linguaggio della musica il profilo di un mondo migliore. Marco Betta
 
  P. Cosimo Scordato (compositore)
Salutiamo con compiacimento il Canto del sole prodotto con tanta passione e voglia di esserci, frutto di una profonda collaborazione tra un’autrice (Lucina Lanzara), spiazzante per la sua spontanea primordialità e gli accompagnatori /arrangiatori che hanno saputo costruire un’atmosfera sognante e sospesa. Ciò che colpisce di primo acchito è che, pur su una base strumentale-ritmica sapientemente costruita, la voce si fa strumento essa stessa, non perché gli strumenti non abbiano il loro timbro (ce l’hanno e come ce l’hanno i tamburi e le imprimiture elettroniche che fanno da contrappunto in una sorta di “basso continuo”!); né perché la parola diventi secondaria (tutt’altro, essa ricerca l’essenzialità della percezione originaria); piuttosto perché quello che si vuole dire è in qualche modo indicibile e allora la voce viene piegata per dire e per non dire, per evocare tutto ciò di cui è impastata l’esistenza umana: eventi gaudiosi ed eventi dolorosi; gli uni e gli altri per quanto possano essere raccontati mantengono qualcosa che supera la denotazione e la connotazione del linguaggio verbale. Così, da un lato la voce si fa canto, ma non meno modulazione pura e avvolgente che si lascia sorprendere dalla gioia della maternità nella Ninna nanna, dall’innocenza del bimbo nell’Invocazione degli angeli, dal dono dell’acqua e della vita alla luce del sole; dall’altro lato la voce si fa lamento viscerale o grido straziante dinanzi alla tragedia della guerra in Bomba e in La fuga, dinanzi alla disarmante esperienza della morte in Dolore di una vedova; o ancora, modulazione di speranza ne Le chant de l’Eau, in Principe Leggero, Dune; ed infine, ricerca ed invocazione di purificazione. L’opera, al di là della sua apparente frammentarietà, compone bene ritmica strumentale, arrangiamento e vibrazioni sonore in un ideale continuum nel quale vengono tessuti insieme percezione personale e dramma cosmico; e l’una e l’altro risuonano a vicenda in una estensione vocale che tira le corde al limite della spasmodica acutezza o al registro basso vellutato della nostalgia delle origini: nell’attesa che amore abiti la terra e la riplasmi nuova. P. Cosimo Scordato (compositore)
 
 

 

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